Prevenire è meglio

Il gatto è un animale libero, si sa. Ed anche estremamente intelligente. Questo però non significa che possiate sballonzolarlo di qua e di là o non avere attenzione per lui, pensando che tanto troverà la strada di casa. Certo, in questo sito sono raccolte tante vicende a lieto fine, ma comunque i rischi e le difficoltà di imprese del genere sono enormi, e nessuno vorrebbe farli correre al proprio micio.

Ogni gatto ha il suo carattere e le sue abitudini: c’è quello abituato alla casa è quello libero di campagna. Quello che mangia croccantini monomarca e quello che lascia sullo zerbino il piccione morto appena cacciato. Quello che va sotto il divano appena sbatte una finestra e quello che che fa la lotta (e vince) col chihuahua della vostra fidanzata. Ogni gatto però, anche quello che non deve chiedere mai, ogni gatto dicevo, sotto sotto (molto sotto) quel manto di pelo orgoglioso, ha bisogno di cure e attenzioni.

Con poche semplici accortezze possiamo in parte prevenire le difficoltà del nostro aMicio ed evitargli di cacciarsi in guai più grossi di quelli in cui la sua naturale curiosità già lo caccerà :

Collare con telefono. Cercate se possibile di abitualo a un collarino con telefono. Non è facile (il mio gatto purtroppo me lo sputa masticato a pezzi appena giro lo sguardo… sigh), ma se ci riuscite siete già un bel passo avanti. Prendete collarini piccoli, morbidi, e naturalmente sfilabili o elastici (sembra un controsenso, ma meglio perso che strozzato). Ne esistono anche di catarifrangenti. Oltre alle medagliette o bussolotti pendenti, che il micio potrebbe non sopportare, considerate la possibilità di trascrivere il vostro telefono direttamente sul collare. Meglio abbondare e segnare più numeri, evitando quelli modificabili nel tempo (es. ufficio).

Microchip. Attualmente, in Italia esiste la possibilità di chippare il gatto solo volontariamente, non c’è l’obbligo (*). Valutate comunque anche questa possibilità (in aggiunta, non in sostituzione, al collare con telefono). Speriamo che presto il microchip diventi normale consuetudine o meglio ancora obbligo anche per i felini (*), anche alla luce dei numerosi ricongiungimenti ottenuti in Paesi dove questo sistema è maggiornamente in uso (es: Gran Bretagna, USA, Australia).
Aggiornamento sulla situazione attuale del microchip in Italia in questo articolo: Un’anagrafe felina in Italia?

Sterilizzazione. Non solo per evitare che diventi troppo vagabondo (soprattutto il maschio) ma anche e soprattutto per una serie di altre motivazioni, dalla prevenzione di malattie sessuali alla limitazione dei gattini randagi (a meno che non si voglia prendersi cura responsabilmente di tutti i gattini che verranno).

Spostamenti. Il gatto non è un cane. Se è nel suo carattere e viene abituato da piccolo, può anche riconoscere come “suoi”, territori diversi dall’abituale casa, però comunque questo richiede fatica e stress da parte sua. Soprattutto se lo spostamento è “imposto” ovvero il gatto non lo fa sulle sue zampe, ma trasportato. Se spostate il gatto dalla sua casa (per lasciarlo a qualcuno, per portarlo in vacanza) fate moltissima attenzione a lui, soprattutto i primi giorni. Non lasciategli la possibilità di uscire almeno per tutto il primo giorno. Lasciatelo ambientare. Anche se si tratta di un posto dove è già stato. Istruite a questo proposito le persone a cui lo lascierete. Cercate di lasciargli un’unica cuccia/coperta/cuscino che viene portata con lui nella nuova residenza temporanea, così da avere un riferimento di casa anche fuori dai suoi confini soliti.

Novità. Un bimbo in arrivo, un nuovo animale domestico, un trasloco in una casa più grande, ristrutturare le stanze, cambiare i mobili, il figlio che va a vivere a solo… Tutte cose fantastiche per noi umani, ma il nostro aMicio potrebbe non essere della stessa opinione. Quando ci sono grandi cambiamenti in atto, il gatto si infastidisce. E può anche decidere di andarsene. Magari non va troppo lontano, sta nei paraggi non visto a “spiare” la nuova situazione, e dopo un pochino ritorna con lo sguardo indagatore e colpevolizzante come per dirci “State attenti che se me ne combinate un’altra come questa, la prossima volta me ne vado sul serio”. Quando ci sono grossi cambiamenti, cercate di prestare maggior attenzione al micio, lasciategli magari un suo angolo sempre uguale se il resto della casa cambia e dove può restare da solo a “riflettere”, monitoratelo un po’ di più per qualche tempo, insomma viziatelo un pochino come fosse un’innamorata offesa da riconquistare (!), almeno finchè il “trambusto” non sarà rientrato.

Capodanno e altre “amenità”. I rumori dei botti possono spaventare il gatto, soprattutto quelli un po’ timorosi. Il gatto poi è curioso di natura, ed eventuali botti inesplosi possono essere pericolosi. La notte di Capodanno, ed eventuali altri giorni di feste con fuochi d’artificio, tenete il gatto in casa. Stessa cosa dicesi per alcune feste di importazione (purtroppo), come ad esempio Halloween. Come dice il detto, la mamma degli stupidi è sempre incinta. Tenete il gatto in casa in questi giorni particolari.

Prevenire è meglioultima modifica: 2011-12-03T15:08:36+00:00da ilmiogattoe