25/10/2010
Un'anagrafe felina in Italia?
Il microchip per i gatti. Tante volte ne abbiamo parlato, nel raccontare di gatti ritrovati -all'estero- anche grazie a questo utilissimo apparato. Ma qual'è la situazione nel nostro Paese?
In Italia, a livello normativo, esiste finora l'obbligo di registrare e microchippare il gatto solo nel caso del rilascio del passaporto europeo (in sostanza, in caso di viaggio all'estero del gatto), e viene utilizzata finora l'anagrafe istituzionale canina, "allargata" anche ad altre specie proprio per adempiere al sopracitato regolamento CE sul passaporto europeo degli animali di compagnia.
E' chiaro però che questo tipo di soluzione appare abbastanza limitante, in primo luogo perchè non c'è l'obbligo di microchippare il gatto (come invece per il cane), in second'ordine il carattere regionale dell'anagrafe istituzionale è fortemente limitativo, in quanto la ricerca viene effettuata su elenchi regionali e questo è un enorme svantaggio in caso di smarrimento, non solo per i gatti ma per tutti gli animali iscritti all'Anagrafe.
Oltre al fatto, non trascurabile, che questa anagrafe resta pur sempre un' "Anagrafe Canina" che come minimo dovrebbe cambiare nome (ad esempio in Anagrafe degli animali di affezione) se si allarga ad altre realtà.
Questa la realtà istituzionale presente ad oggi, con due precisazioni: innanzitutto, presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali è stato recentemente avanzato un progetto di sistema informativo unificato tra le Regioni, con l’obiettivo di creare una rete nazionale che integra le banche dati regionali, la cosa è però ancora in fase di sviluppo e ogni Regione ha differenti modalità di riversamento dei dati. Inoltre, in una recente comunicato stampa del 26 Ottobre, il Ministero della Salute dichiara, citiamo testualmente, di prefiggersi l’obiettivo "anche attraverso il Disegno di Legge sulla tutela degli animali d’affezione di imminente presentazione al Consiglio dei Ministri, di realizzare un’anagrafe nazionale istituzionale felina obbligatoria".
Nell'attesa che a livello istituzionale si realizzino gli obiettivi finora solo annunciati dell'anagrafe felina istituzionale obbligatoria e dell'unificazione pienamente operativa su base nazionale dei database regionali dei michochip, nasce un'anagrafe nazionale felina di tipo volontario e privato, realizzata e gestita dall'AMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari) con il supporto tecnico di Frontline. Si tratta, come detto, di una banca dati informatizzata su base privata e volontaria, che registra i dati identificativi dei gatti dotati del dispositivo di identificazione elettronico (microchip). Una differenza in positivo rispetto all'attuale Anagrafe istituzionale è che si tratta già dalla nascita di un registro nazionale, quindi un database unico dove verranno riversati automaticamente tutti i dati forniti dagli ambulatori veterinari e dai responsabili delle colonie feline che effettueranno o registreranno la microchippatura.
Come specificato nel proprio comunicato stampa del 26/10/2010 "L’Anagrafe Nazionale Felina informatizza dati identificativi rilevati dalle strutture veterinarie private, non sostituisce gli obblighi e gli adempimenti amministrativi dovuti nei confronti delle autorità competenti" (ovvero, finora: il passaporto elettronico di cui si parlava più sopra), e L'Associazione Nazionale Medici Veterinati che la promuove "si augura che l’Anagrafe Nazionale Felina possa rappresentare una base dati utile alla annunciata anagrafe ufficiale di futura implementazione a cura del Ministero della Salute, a compimento di quella sinergia pubblico-privato che trova qui una concreta occasione di attuazione".
Questa la situazione sull'anagrafe felina ad oggi. A ogni proprietario di gatto lascio le personali valutazioni su come agire su questo fronte, rapportandosi con le opportunità che attualmente abbiamo a disposizione in Italia e che abbiamo appena descritto. Sicuramente, come abbiamo già visto spesso dalle pagine di questo sito, uno dei vantaggi del microchip e della relativa anagrafe, se ben strutturati, è che in caso di smarrimento si può risalire al proprietario del micio attraverso la lettura del codice invece che basarsi "solo" sulla targhetta identificativa del collare (comunque sempre utile, ma che potrebbe essere andata persa, soprattutto pensando a quanto possano essere selvaggi i nostri mici), cosa che ha spesso contribuito nel mondo al ricongiungimento del micio con il suo "amico umano".
Foto di Ewan Munro
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Commenti
Che ottima notizia! grazie di averla riportata mi informerò subito
Scritto da: annarita | 15/12/2010
Mi informo dal veterinario, il nostro Spock è un vero vagabondo sarebbe molto utile chipparlo! Ciao a presto Claudio
Scritto da: claudio F | 15/12/2010
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