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10/01/2012

Aiuto, il mio gatto prende il bus

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Dodger, un bel gatto rosso di Bridport, nel Dorset, adora gironzolare, come tutti i mici. Però, sarà che a 15 anni è un po' vecchiotto, sarà che il clima inglese è spesso umido per non dire bagnato e un gatto di una certa età proprio non si addice, ma Casper i suoi giri li fa … In autobus.

Ormai tutti i viaggiatori della tratta Bridport – Charmouth, lo conoscono bene. Dodger è un passeggero così puntuale che alcuni autisti gli portano delle confezioni di cibo per gatti, e ormai tutti conoscono la fermata a cui lasciarlo scendere.

Alla fine dei suoi viaggi, il micio ritorna infatti sempre a casa dalla sua padrona Fee Jeanes.
La signora Jeanes, 44 anni, pensa che Dodger all'inizio abbia provato ad entrare in un autobus in sosta davanti casa, per via del caldo che restava all'interno dei vetri nelle giornate di sole, un po' come nelle serre da giardino dove ama stendersi.

Ma alla fine, l'avventuroso felino ha deciso di “provare il servizio pubblico”.

Racconta la signora Jeanes “Ci siamo trasferiti qui 19 mesi fa, e il retro della nostra casa è proprio accanto alla fermata dell'autobus. Dodger è un gattone molto amichevole. All'inizio faceva amicizia con i passeggeri in attesa, gli davano qualcosa da mangiare. Poi ha provato a salire, immagino perchè l'autobus è caldo quando c'è il sole. Poi settimana scorsa ho scoperto che ha viaggiato fino a Charmouth e ritorno! In effetti non l'avevo visto per tutta la mattina, senza però farci troppo caso perchè sta spesso fuori, finché mia figlia Emily mi ha detto che uno dei suoi amici l'aveva appena visto sul bus a Charmouth.”

“Non potevo crederci” racconta ancora Fee “E sono andata in panico. Ho preso l'auto per andare a cercarlo, e in quel momento l'autobus si è fermato davanti casa e lui tranquillo e sornione ne è sceso!”.

“Quello stesso pomeriggio, ho visto Dodger salire a bordo di un altro autobus, e sono corsa a dirlo all'autista prima che partisse. Sono rimasta scioccata quando questi mi ha risposto che Dodger saliva sempre, anzi che gli piaceva proprio sedersi sui sedili appena usati dalle persone, che gli autisti gli comprano del cibo per gatti e addirittura a volte si siede sulle gambe degli altri passeggeri!”

Dodger ormai è conosciuto dai pendolari di quella tratta e dagli autisti. Ma tanto in tanto la signora Jeanes riceve qualche chiamata, chiedendo se avesse perso il suo gatto.

Il portavoce della Firm, la compagnia degli autobus, ha dichiarato che non è un problema che Dodger salga sui loro autobus, ma che la compagnia non lo incoraggia attivamente. Spiega infatti “Agli autisti è solo stato chiesto di non dargli da mangiare, perché ha un padrone e non vogliamo che magari non ritorni a casa, ma come principio non abbiamo alcun problema a che gironzoli intorno alla stazione o sui bus”.

E conclude, con tipico humour britannico “Dato che il gatto è anziano, sospetto che possa avere diritto a un'esenzione per viaggiare gratuitamente, probabilmente una tessera-pass per gatti, se una simile tessera esistesse”.

Beh, per fortuna, signora Jeanes, che non vogliono farle pagare il biglietto!


Visualizza ilmiogattoetornato in una mappa di dimensioni maggiori

Fonte : The Telegraph - Foto : Dodger, foto Telegraph

18/10/2011

Billy, il gatto che trasloca


notizie animali,gatto tornato,gatto,billy,bordighera,gatto ritrova casa dopo trasloco,gatto ritornaEra scomparso da casa nel 2002, Billy, un gatto di Bordighera che dopo più di quattro anni, nel Luglio 2007, è ritornato dai suoi padroni originari – Luigi Raimondi, la moglie Patrizia e il figlio Giovanni  – che a lui erano molto affezionati.

Uno stupore grandissimo, non solo per aver potuto riabbracciare l’animale dopo così tanto tempo ma perchè Billy, non si sa come, si è presentato niente di meno che nella nuova abitazione dei suoi padroni che dista circa 500 metri in linea d’aria da quella iniziale.
«Come ha fatto ce lo chiediamo ancora adesso – racconta Luigi -. Tutto è successo così all’improvviso. Circa quattro anni e mezzo fa, mia cognata regalò questo gattino a mio figlio. Il micio stava bene, usciva quando voleva e spesso si fermava fuori anche per qualche giorno. A un certo punto, i giorni sono diventati settimane, poi mesi e anni. Credevamo fosse morto. L’altra sera, invece, mentre eravamo su e giù per il trasloco, abbiamo sentito uno strano miagolio. Ci siamo affacciati alla porta ed eccolo lì».

Non è la prima volta che un animale torna a casa dopo tanto tempo. Ma gatti che si ripresentano dopo quattro anni e mezzo, e in un’altra casa, sono davvero una rarità.

Fonte : Il Giornale La foto, di repertorio, è di Octal/FlickR

26/09/2011

Graeme il gatto pendolare

gatto,gatto tornato,graemeGraeme abita a Melbourne, Australia, con la sua amica umana Nicole Weinrich, che come tanti altri pendolari nel mondo ogni mattina prende il treno per andare al lavoro. Con la differenza che Nicole ha un accompagnatore speciale, Greame.

Il gatto infatti si reca con Nicole alla stazione la mattina, e ritorna la sera giusto in tempo per accoglierla sulla banchina e fare con lei la strada verso casa. 

“Sembra sempre che sappia in quale carrozza del treno mi trovo" dice Nicole Weinrich "e me lo trovo seduto davanti alla porta, dietro la linea gialla ovviamente: ci tiene alla sicurezza. E’ un gatto fantastico"

Graeme è diventato ormai famoso tra i pendolari di Melbourne, che si sono tutti affezionati a lui.

"E' fantastico. Illumina le nostre mattine e le nostre sere quando torniamo a casa" dice la signora Julia Scott, che scende alla stessa stazione.

 

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E il suo compagno di viaggio Damien Dempsey aggiunge che Grame adora stare tra la gente, come se fosse una star tra il suo pubblico.

"E' molto regale" dice "Quella è la sua banchina e sembra che accolga tutti noi". 

A volte Graeme si lascia distrarre così tanto dai suoi "fan" che, in un paio di occasioni, è salito con qualcuno di loro su un treno in partenza e sceso la fermata successiva. "Non succede troppo spesso – spiega la signora Weinrich – ma comunque mi fa preoccupare” Ogni volta comunque è riuscito a tornare alla sua stazione.

Fonte: The Herald Sun - Foto & video : The Herald Sun, Graeme alla stazione

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09/09/2011

Gatto ritrovato dopo essere fuggito da un incidente

gatto-incidente_flickr_ravensky.jpgQuesta è una storia tipicamente estiva, perchè coinvolge persone in vacanza, precisamente nel Salento. Ed è una bella storia a lieto fine... Ben quattro volte! La prima volta, perchè la famiglia del nostro micio, di Busto Arsizio, decide di portare il gatto con sè in ferie, in Puglia. E purtroppo tutti sappiamo che in periodo estivo spesso si sentono di esiti vacanzieri di tutt'altro tipo, per i nostri a-mici.

La seconda volta, perchè questa famiglia sa bene che il micio in vacanza, con casa e abitudini nuove, potrebbe essere stressato e perdersi più facilmente, coscientemente lo tiene d'occhio in modo che non scappi e perchè quel periodo sia davvero una bella vacanza per tutti, gatto compreso. E così è.

Purtroppo però non si possono prevedere del tutto gli eventi della vita, e così capita che la nostra famiglia lombarda, al termine delle ferie, venga coinvolta, sulla strada del ritorno, in un incidente stradale: la sera del 21 Agosto, verso le ore 19, sulla statale per Bari in territorio di Monopoli, all'altezza dello svincolo per Alberobello.

Il terzo lieto fine di questa storia è che l'incidente è lieve, un tamponamento senza conseguenze per i passeggeri delle due auto.

Il quarto lieto fine ha bisogno invece di un po' più di tempo ad arrivare, perchè nell'incidente la gabbia del nostro micio si rompe e il gatto, spaventato, esce dall'auto, seguendo il suo istinto di fuggire al pericolo ma senza sapere che questo potrebbe portare a guai ben più grossi, con le auto che sfrecciano a pochissima distanza sulla trafficatissima statale.

Il micio raggiunge la scarpata a fianco della strada e cerca la fuga. Visto che nessun passeggero aveva bisogno di essere trasportato in ospedale, gli operatori del 118 si sono dedicati al gatto, perché, sotto shock, non finisse sotto una macchina. Ed ecco che arriva il quarto lieto fine di questa bella storia di fine estate: l'operazione salvataggio è andata in porto dopo circa mezz'ora, il gatto è ritornato dalla scarpata ed è stato messo al sicuro nella sua gabbietta. Tenuta insieme alla bell'emeglio con lo scotch da flebo.

Fonte: La Provincia di Varese - La foto è di repertorio, di Ravensky/Flickr

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21/06/2011

Max, una delle 7 vite in meno, ma ce l'ha fatta

max.jpgBrad Paquin e sua moglie Nancy erano in strada, sull’uscio dalla porta di casa a Santa Cruz, in California, quando hanno visto il loro gatto Max, scomparso da due giorni, arrivare e precipitarsi in casa... con una freccia infilata nella testa.

Il gatto di 3 anni, bianco e nero è andato dritto e relativamente tranquillo verso la sua ciotola della pappa, mentre il suo allarmato padrone chiamava atterrito il veterinario.

Il gatto è stato portato presso l’Ospedale Veterinario Santa Cruz e, una volta anestetizzato, la freccia è stata rimossa in modo sicuro. Per fortuna, non aveva leso nessuna parte vitale della testa. Ora Max sta benissimo, ha solo un foro nell'orecchio a ricordargli il brutto episodio, ma nessun danno rilevante. La freccia, nera con penne rosse e gialle, era stata lì per almeno 24 ore, confermò il veterinario.

Todd Stosuy, Capo del Santa Cruz Animal Services, ha detto che un’indagine è in corso “Stiamo esaminando l’incidente per determinare se questo era un atto intenzionale o accidentale”, riferisce.

Fonte: Daily Mail - Foto: Max, foto del Daily Mail

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14/04/2011

Gatto a bordo!

sandi.jpgSandi vive a Portsmouth, in Inghilterra, in casa di Tim e Patricia Austin.

Si sa, la Gran Bretagna ha una lunga tradizione navale. E forse, tra gli antenati di questo bel gatto rosso inglese ci sono marinai, ufficiali o forse addirittura pirati.
E si sa anche che tra Gran Bretagna e Spagna non correva buon sangue, le battaglie navali erano all'ordine del giorno... Beh si, forse Sandi si è immedesimato un po' troppo in qualche vecchia gloria... Il pirata Morgan, o l'ammiraglio Nelson, chi lo sa...

Insomma, fatto sta che un giorno di Dicembre 2009, Sandi scompare, o meglio non torna più a casa dal suo giretto serale. Stupore e sconcerto, i coniugi Austin si attivano subito con volantini e avvisi nel loro quartiere di Lee-on-the-Solent, ma senza risultato.

Fino a tre giorni dopo, quando i signori Austin ricevono una chiamata che li assicura che il loro gatto stava più che bene.... In Spagna! Sandi era stato infatti scoperto a bordo del traghetto “The Pride Of Bilbao” della compagnia “P&O”, in partenza ogni Sabato notte da Portsmouth per il porto spagnolo.

In qualche modo evidentemente il micio nel suo girovagare per il porto dev'essere salito a bordo del traghetto. Il sig. Austin, 67 anni, esclude che sia salito sulla nave a bordo di un'automobile “Il nostro gatto non salirebbe mai su un'auto con sconosciuti, odia talmente le auto che non riusciamo a farlo salire nemmeno sulla nostra”
“Per fortuna era microchippato – senza il microchip non so come avrebbero potuto risalire a noi”
“E il personale della P&O è stato fantastico, l'hanno tenuto d'occhio per tutto il tragitto”

Matt Ford, dell'agenzia governativa per la protezione animali, dice “Abbiamo saputo di questa vicenda quando la P&O ci ha contattato dal loro ufficio di Portsmouth lunedì per dire “Abbiamo a bordo di una nostra nave questo gatto, cosa ci facciamo?”
“Abbiamo chiesto se gli fosse possibile in loco testare il micio per il microchip, ci sono riusciti e ci hanno comunicato i dati ”
“Siamo stati poi noi a chiamare gli Austin -è stata una comunicazione abbastanza traumatica per loro. Erano ovviamente felicissimi ed emozionati di sapere che il loro gatto era sano e salvo”.

Brian Rees, portavoce della P&O, aggiunge “Da quando è stato trovato sulla nave, è stato trattato da VIP -ha avuto la sua cabina per il viaggio e mangiava pollo e salmone. Penso che il personale si fosse affezionato -erano tristi di vederlo andar via”.

Sandi è felicemente tornato in Gran Bretagna dai suoi padroni, anche se dallo sbarco ha dovuto attendere sei mesi per tornare a casa, a causa regole sulla quarantena. Insomma, la gita era spesata e tutto, ma alla fine gli è costata un po' cara!

Fonte: The Telegraph. Foto : Sandi, da The Telegraph

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14/12/2010

Betty, tanti auguri a una gattina speciale

betti.jpgLe hanno sparato con un proiettile per caprioli, ma nonostante la mandibola e il palato frantumati, Betty è riuscita a tornare a casa dai suoi padroni e a salvarsi.

Questa è la storia di una gattina intelligente e coraggiosa, sicuramente più intelligente e coraggiosa delle persone che per sua sfortuna le è capitato di incontrare e che le hanno sparato, perchè delle due l'una: o sono così stupide da scambiare un gatto di 2 kg. per un capriolo di 30 kg, oppure sono così vigliacche da sparare deliberatamente a un gattino. Ma potrebbero anche essersi impegnati e possedere tutte e due le qualità...

La micia, che vive a Collalto di Susegna (Treviso) con i suoi padroni, i signori Ceschin, dopo essere scomparsa per un paio di giorni, era riapparsa a casa ferita e con il muso sfigurato. Portata d'urgenza da un veterinario della zona, è stata sottoposta lo scorso Novembre a due delicati interventi chirugici: con una prima operazione le sono stati inseriti dei cerchi per stabilizzare la mandibola e il palato fratturati, e le è stata ricucita la lingua; una seconda operazione di plastica le ha chiuso un buco al palato. Betty ha subìto ricadute e una riabilitazione molto lunga dovuta alla gravità delle ferite, ma ce l'ha fatta.

Ha del miracoloso, per la proprietaria, la signora Ornella, che Betty si sia ristabilita e anche che sia riuscita, in quelle condizioni e dopo due giorni nei quali è rimasta tramortita nel bosco, a ritornare a casa. «E' lei che ce l'ha messa tutta - sottolinea - noi l'abbiamo solamente aiutata». I proprietari, grazie alla consulenza legale della Lav del Veneto, hanno presentato una querela contro ignoti, presso la stazione carabinieri di Susegana, per i reati di maltrattamento e danneggiamento di animali.

Fonte: Il Gazzettino Nella foto: Betty

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05/12/2010

Lancillotto e Ginevra, riuniti dall'amore

ginevra-lancillotto.jpgI loro nomi racchiudono tutta la loro storia. Ginevra e Lancillotto sono due gatti randagi di Genova, tigrata lei, rosso "passione" lui. Erano controllati dai volontari Enpa, ma restavano liberi in una delle tante colonie feline dei vicoli del ponente genovese. Liberi e inseparabili.

Un giorno d'autunno però, Ginevra si ammala: perde peso, diventa rapidamente magrissima. Anna, la volontaria dell'Enpa che si prende cura della colonia, decide di non perdere tempo e ricoverare la micia presso una struttura gestita dalla Protezione Animali genovese a Bolzaneto. Nella fretta e nella preoccupazione per la micia, Anna non fa troppo caso al gatto rosso che che, con lo sguardo spaesato, segue la "sua" Ginevra mentre viene portata via. In fondo, pensa Anna, Lancillotto sembra in salute e non c'è motivo di toglierlo dal suo ambiente.

Accudita e curata, Ginevra inizia lentamente a migliorare. La convalescenza della micia prosegue tranquilla nella struttura di Bolzaneto finchè, una mattina, un'altra volontaria dell'Enpa -Elisa- inizia a notare un micio dal pelo rosso che aveva preso l'abitudine di starsene seduto di fronte al giardino del centro veterinario dove era ricoverata Ginevra.

Il micio passa le giornate immobile a fissare la porta di ingresso. Sulle prime Elisa crede che il felino, affamato, fosse venuto a chiedere un po' di cibo. Ma deve ricredersi: il gatto rifiuta di mangiare e continua a non spostarsi di un centimetro dal suo “posto di osservazione”.

Pensando allora all'ennesimo caso di abbandono, Elisa si consulta con Anna per decidere il da farsi. Ed è proprio in questo momento che Anna si ricorda di quando aveva soccorso Ginevra e di quel gatto dal pelo rosso che, con lo sguardo spaesato, seguiva la sua “amata” mentre veniva portata via. Compresa la situazione Anna non esita e apre la porta del centro veterinario: con un balzo degno della sua specie, Ginevra si lancia fuori attraverso il giardino, zampetta veloce sull'erba e in un attimo raggiunge la rete di recinzione dove saluta il “suo Lancillotto” con un profluvio di fusa.

“Pur di raggiungere la sua compagna di vita – spiega Rosanna Zanardi – presidente dell'Enpa di Genova – Lancillotto ha percorso più di 4 chilometri, sfidando il traffico caotico della città, guidato dal suo istinto felino e da quel sentimento di amore, che a torto riteniamo essere prerogativa esclusiva degli uomini”

Ma la storia di Ginevra e Lancillotto non finisce qui; all'interno di questo lieto fine ce n'è un altro, altrettanto sorprendente. Ginevra, infatti, non è più in grado di vivere da trovatella. Ha bisogno del calore e della tranquillità di una casa, di una famiglia che si prenda cura dei suoi acciacchi. Ma come fare con Lancillotto? Separare questi due gatti sarebbe una violenza, ma è difficile trovare qualcuno disposto ad adottarli entrambi. A compiere il miracolo è proprio l'intensità del legame che unisce Ginevra e Lancillotto, un legame così forte da conquistare il cuore di Carlo, un impiegato di Torriglia (Genova), che non ci pensa due volte ad aprire le porte della sua casa ai due gatti. Che qui vivranno, senza ombra di dubbio, felici e contenti.


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Fonte : Adkronos. Foto : Lancillotto e Ginevra

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09/11/2010

London mamma adottiva speciale

london.jpgLondon e’ una gatta che e’ stata presa dal rifugio La Cincia di Val di Torre (To) da una colonia dove sono quasi tutti sterilizzati perche’ era incinta, e non si voleva farle inselvatichire un'altra cucciolata.

Nel frattempo girava un appello per due gattini piccolissimi a cui trovare una mamma sotitutiva, e i volontari de La Cincia hanno dato la sua disponibilita’ per provarci con un'altra gatta che aveva appena finito di allattare. Non e’ andata bene e Simona, la ragazza che aveva i due “microbi”, se ne stava gia' andando via quando London ha pensato bene di partorire... e quale migliore occasione per rifilargli anche quei due! Trucco con destrezza e London, oltre ai suoi quattro, si e’ trovata "mamma" anche questi due clandestini! Passano pochi giorni e ne arriva un altro di piccolissimo, e gli si attacca pure quello!


Per non tenere mamma e tutta la cucciolata in gabbia per due mesi, Simona se li e’ poi portati tutti a casa. E’ stata un’ottima soluzione per loro ed e’ quello che si cerca sempre di fare in questi casi, specie con i gattini piu’ grandicelli che hanno bisogno di muoversi e giocare.

London si cresce i suoi (e non suoi) gattini per oltre due mesi; e’ una gatta bravissima ma si vede che la vita di appartamento non e’ per lei. Mano a mano che i piccoli crescono lei manifesta sempre di piu’ l’insofferenza per gli spazi chiusi. La colonia da cui proveniva e’ una buona colonia: un’ipotesi e’ quella di riportarla li’, l’altra quella di accoglierla al rifugio La Cincia. Simona conosce entrambi i posti, e dopo qualche dubbio, si sceglie per il rifugio.

London viene portata al rifugio e si mette subito a girare per la casa senza farsi troppi problemi. “Che dici? Si fermera’ o scappera’ via e non la vedremo piu’?” . La notte e’ stata tranquilla, ma stava sempre vicino alle finestre, miagolava e voleva uscire: “Stai brava qualche giorno che ti ambienti, e poi esci” gli dicono i volontari. Tutto inutile, il mattino dopo c’era... la sera successiva non piu'.


Due giorni dopo chiama al rifugio la signora che segue la colonia da cui proveniva London, e cosa dice?  “Ma non l’avevate fatta adottare la micia? Ieri e’ tornata qui”...


Da notare che London aveva gia’ avuto la possibilita’ di uscire in un altro posto, ma non si era allontanata. Una volta portata al rifugio ha evidentemente capito che “casa sua” era vicina (3-4 km) e ha deciso di ritornarci, scegliendo la via piu’ breve e non certo girovagando alla cieca, visto il pochissimo tempo che ci ha messo.

Insomma, oltre ai tre micini in più che gli sono stati rifilati, a London bisogna anche farsi perdonare di non avergli dato un passaggio fino a casa!

Fonte e foto : La Cincia

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29/10/2010

Il gatto nero porta fortuna!

 

oscar_gattobionico.jpg

Mi fa molto piacere che, per casualità (o forse no? I misteri felini sono infiniti), questa avventura a lieto fine sia capitata proprio a un gatto nero, a volte ingiustamente e stupidamente considerato portatore di sfortuna. Se è vero che "la mamma dei cretini è sempre incinta" è anche vero che ci sono al mondo tante persone intelligenti e capaci, che come nel caso di Oscar, possono fare la differenza.

Il gatto Oscar non è propriamente scappato dalla sua casa nel Jersey, probabilmente voleva fare solo una breve passeggiata nei campi vicini; purtroppo, però, è finito sotto una falciatrice che gli ha reciso entrambe le zampe posteriori.

Quando è stato trovato nel campo era in condizioni davvero critiche, ma grazie a due innovative paia di zampe artificiali realizzate dal neuro-ortopedico Noel Fitzpatrick e impiantate con un complesso intervento dal Prof. Gordon Blunn e dalla sua equipe, Oscar è tornato alla sua vita normale.

Si tratta del primo intervento al mondo di impianto di protesi ortopediche su un gatto. E, a giudicare dai video, il micio "bionico" se la cava anche piuttosto bene!

Un tempo in questi casi si procedeva con la soppressione dell'animale; a modo suo, possiamo quindi un po' dire che Oscar è un "gatto tornato", o no?

 

Il primissimo post-intervento :

Dopo qualche tempo! :

Fonte  : BBC. Foto : La Presse

 

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