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25/01/2012

Jessie 3000 km per ritornare a casa

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I coniugi Andre e Sheree Gale decidono nel 2010 di trasferisi per lavoro da Ungarra, nel South Australia, a Berry Springs, vicino Darwin nel Northern Nerritory. Viste le grandi distanze australiane, un “piccolo trasloco” di circa 3000 km, con un deserto nel mezzo.

I due avevano nella loro casa di Ungarra tre gatti, ma avevano deciso di portare con loro solo Jessie, gli altri due erano più randagi e i signori Gale pensavano non avrebbero retto al cambio di abitudini. Avevano quindi preso accordi con i nuovi proprietari a cui avevano venduto l'abitazione, perché se ne prendessero cura.

Al suo arrivo nella nuova casa, per un paio di settimane Jessie sembrava aver reagito bene, poi d'improvviso la scomparsa.

E, più di un anno dopo, a Maggio 2011, Jassie d'improssivo appare nella vecchia casa di Ungarra.

Troy e Jenn Humby, i nuovi proprietari, l'hanno notata giocare insieme agli altri due gatti, e la cosa gli è sembrata strana “Ho pensato che un gatto randagio non l'avrebbe mai fatto” racconta la signora Humby.

“Così ho fatto una foto e l'ho mandata a Sheree, e lei mi ha detto che le sembrava proprio Jessie”.

I sognori Gale non si spiegano come abbia potuto percorrere quella strada, tanto più che a Jessie proprio non piaceva entrare nelle auto, ma evidentemente qualche stratagemma per tornare a quello che considerava la sua “casa” e i suoi amici gatti, la micia deve averlo trovato!

Ora Jessie, con l'accordo di tutti, è rimasta a Ungarra, nel “suo mondo”, e i signori Humby sono ben felici di occuparsi anche di lei.


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Fonte e foto : News Australia - Nella foto : Jessie

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18/01/2012

Sammie, gatto cieco, un anno fuori casa!

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Una storia tutta speciale e con un “aiutino” per Sammy, un bel gatto bianco e nero di 3 anni, cieco, e la sua padrona Karen Hansen, di Bay Ridge, Brooklyn.

Sammy era uscito di casa il 9 Ottobre 2010, e non era più ritornato. La signora Hansen però, non si era persa d'animo. “Ho sempre creduto che fosse vivo”, dice la signora, 54 anni “Anche se ho avuto momenti di sconforto, ma poi ho sempre cercato di fare qualcosa”.

La signora infatti con una caparbietà non comune ha regolarmente affisso per tutto questo tempo volantini in tutto il quartiere e in più lingue, messo inserzioni nei giornali locali, su internet, su Facebook. 

Fin quando, nell'Ottobre 2011, a un anno dalla scomparsa, finalmente riceve una chiamata dal vicino quartiere di Borough Park, a circa 10 chilometri. Dall'altro capo del filo era Terry Vanzo, 41 anni, che aveva visto la foto di Sammi su internet, e che l'aveva riconosciuto come uno dei gatti randagi ai quali dava da mangiare. Anche il gatto “di Terry” era cieco da un occhio, come Sammie appunto.

La signora Hansen dapprincipio si mostra scettica, d'altronde era passato tanto tempo “Pensavo all'ennesimo falso riconoscimento” dice “Ma comunque sono andata a verificare. E appena uscita dall'auto, la prima cosa che dissi fu: Ecco il mio gatto, ecco Sammie. E' stato così emozionante, quasi mi faceva male il viso dal tanto ridere!”

La signora Hansen ora è a casa felice con il suo Sammie, ma non dimentica l'enorme aiuto dato al ritrovamento dalla sua caparbietà, aiutata dal supporto delle persone, anche sconosciute, che li hanno aiutati “a ritrovarsi”.


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Fonte e foto : Daily News – Nella foto: Sammie con la sua padrona

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09/06/2011

Questione di fede

nerina.jpgNerina, una delle due gatte di Don Giovanni Gatto, parroco a Tempera (Aq) era sparita da due anni, dalla notte del terremoto che ha devastato L'Aquila e che ha distrutto anche la canonica di Don Giovanni.

Quella notte, insieme a Don Giovanni c'era la sua cagnetta, che l'aveva salvato abbaiando e svegliandolo, e due gatte, una delle quali si era salvata e l'altra, Nerina, della quale non si era saputo più nulla, e che si pensava fosse morta sotto le macerie.

E invece, dopo due anni, ecco che Nerina ritrova il suo padrone, non nella canonica distrutta dal terremoto, ma dove Don Giovanni abita ora, in una delle casette della Protezione Civile, a circa due chilometri di distanza dalla canonica crollata.

«E' anche questo un segno - dice commosso don Giovanni Gatto alla "Tribuna di Treviso" - era scomparsa sotto le macerie, pensavo fosse morta, invece l'ho vista rispuntare giusto a due anni dal terremoto. L'ho riconosciuta da una ferita che ha alla bocca e dal comportamento. Graffia le porte come faceva in canonica quando voleva uscire, ha proprio gli stessi comportamenti. E' proprio lei, Nerina, che pensavo non ci fosse più e invece è tornata».

E già, Nerina non aveva dimenticato il suo "Don". Non dev'essere stato facile, di solito i gatti sono soliti tornare alla loro vecchia casa, invece Nerina è riuscita in un'impresa ben più ardua, ritrovare il suo amico umano, dopo che la casa dove vivevano non c'era più. Ci ha messo un po', ma alla fine ce l'ha fatta.

«Nerina era solita stare via anche a lungo - racconta ancora don Giovanni alla "Tribuna" - quando grattava la porta dovevo farla uscire e se ne stava via per ore e ore, anche per un giorno, poi tornava. Ma mancava da due anni, non l'avevo più vista neppure nei pressi della canonica, presso quelle macerie dove credevo fosse rimasta schiacciata. Non so come abbia fatto ad arrivare proprio nella casa dove vivo, ma è arrivata, è venuta proprio qui, ed è proprio lei».

Fonte: Tribuna di Treviso - Foto: Nerina e Don Giovanni, foto della "Tribuna di Treviso"

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23/11/2010

Ozzie: in vacanza sull'isola... per due anni!

ozzie.jpgOzzie è un bel gatto scozzese bianco e tigrato, ritrovato dopo due anni grazie al microchip... su un'isola!

Come ci sia arrivato non è dato sapere (insondabili misteri felini), fatto sta che la protezione animali dell'isola di Cumbrae al largo della Scozia a Gennaio 2009 riceve una chiamata per un gatto che frugava nella spazzatura di un'abitante.

“Stava terrorizzando il gatto della padrona di casa” racconta ridendo alla BBC la sig.ra Ratcliffe, la padrona di Ozzie, dopo il ritrovamento “che ha chiamato la protezione animali. Loro lo hanno preso, portato sulla terraferma, esaminato, e hanno trovato il microchip. Poi mi hanno telefonato. E io ho detto, si ho perso un gatto, ma due anni fa... nel 2007! E qui a Bearsden, sulla terraferma!”.

Ozzie si è reinserito senza problemi nella sua vecchia casa , nella contea di East Dunbarton a Bearsden, vicino Glasgow.  “Mia figlia Hannah si è messa a piangere dalla gioia” dice ancora la signora Ratcliffe. “Adesso che è tornato è proprio come prima”. Beh, quasi: “è molto grasso. E’ chiaro che per qualche è stato ben nutrito da qualcuno che si è preso cura di lui…”
A meno che non abbia trovato molta abbondanza nella spazzatura dell'isola!

 


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Nella foto: Ozzie insieme ai suoi padroni. Fonte : BBC

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06/09/2010

Quando il rifugio è una casa. La storia di Velvettino

 

velvettino.jpgL’estate è una stagione che a molti piace da impazzire, ma le gattare non la amano per niente. Non parlo del sole, della frutta matura o delle vacanze... Parlo delle difficoltà che ogni volontario deve affrontare nella stagione calda. Abbandoni, cucciolate, zero adozioni. Ma nonostante tutto, quando in gattile arriva un nuovo gattino è sempre trattato con i guanti.

La gatta Velvet arrivò in gattile proprio un'estate. Era già molto avanti nella gravidanza e partorì quattro mici, detti per praticità “i Velvettini”, tutti neri come la mamma.

Due in particolare si dimostrarono subito un po' particolari: una micina era perennemente bagnata perché viveva dentro a un lavandino  e non si spostava quando si apriva il rubinetto (chi ha detto che i gatti non amano l'acqua?). Un maschietto invece trascorreva le sue giornate su un tettuccio e quando passava un volontario emetteva un MAAAOOO lamentoso che per timbro e intensità era facilmente riconoscibile nel consueto concerto del gattile.

Stavamo aspettando che terminasse l’estate per cercare una buona adozione per tutti i nostri piccoli, Velvettino compreso, quando ci accorgemmo che il piccolo non era più dentro il gattile. Alcune aperture permettevano ai mici di uscire nella campagna e mai nessuno si era smarrito, il richiamo del cibo sicuro era troppo forte. Malgrado le ricerche fummo costretti a registrare la scomparsa di Velvettino, e con grande dispiacere lo cancellammo per sempre dai nostri registri.

Passa quell'estate e arriva l'inverno, e di nuovo un'altra estate e un altro inverno. I volontari non possono fermarsi nemmeno durante le cosiddette feste comandata. Il 24 dicembre alle nove di mattina, con un freddo intenso e il gattile coperto di brina, mi accingevo ad affrontare il mio turno. Avevo portato anche un paio di confezioni di Pandoro: anche i gatti hanno il diritto a festeggiare!

Mentre mi cambiavo gli stivali ho sentito alle mie spalle un MAAOOO simile a una lagna. Mi sono voltata e c’era lui: Velvettino. Era passato un anno e mezzo ma non ho avuto esitazioni: era lui, proprio lui, in carne e pelo. Beh, a dire la verità sia la carne che il pelo non erano un granché... Era passato tanto tempo e chissà quali avventure aveva vissuto il nostro micio per ridursi così.

Velvettino entrò nel gattile senza nemmeno farsi prendere in braccio, come a dire “sono tornato”. Purtroppo non era tornato da solo, portava un fardello importante: la sieropositività felina. Ma che importa, conta solo che sia salvo e qui con noi! Ora vive sereno in un grande recinto coi mici che condividono la sua malattia (che non è contagiosa per gli esseri umani) ed è in buona forma. Non ha cambiato le sue abitudini: non appena sente aprire il cancello sale su un tavolo ed emette il suo lunghissimo MAAOOO!

Fonte: Paola, volontaria del gattile, che ringraziamo per la testimonianza e per l'invito a riflettere, leggendo questa storia, sull'importanza dei rifugi e delle persone che ci lavorano, oltre che purtroppo sulla piaga degli abbandoni. A proposito: Velvettino, come tanti altri gatti, è reperibile tramite l'associazione "Gatti Mammoni" (v. sito gattimammoni.it). Nella foto: Velvettino... Ora sei protagonista, siamo noi che facciamo un MIAOOO a te!

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30/08/2010

Ritrovato a 1300 km di distanza il gatto Timothy

timothy.jpgTimothy è un simpatico gatto maschio bianco e nero la cui famiglia lo aveva dato ormai per disperso da quando un anno fa era sparito dalla sua casa di Bald Hills, nella periferia di Brisbane, nel Queensland, Australia.

Invece questo Agosto Timothy è stato ritrovato 1300 km più a nord, a Townsville, da una donna che lo ha trovato -insieme ad altri gatti- in una casa nella quale si era appena trasferita. Il gatto è stato consegnato alla protenzione animali locale che, attraverso il controllo del microchip, è risalita ai proprietari, i signori Brooks, naturalmente entusiasti di apprendere che il loro adorato gatto era ancora vivo. "E' straordinario" dice Kamala Brooks, aggiungendo "Quando è scomparso abbiamo provato di tutto, volantini e avvisi, ma non abbiamo avuto notizie. Così abbiamo pensato al peggio".

Invece Timothy, da buon gatto che si rispetti, ha piacevolmente stupito tutti.

Come sia finito a 1300 km di distanza però, resta un mistero. La responsabile della protezione animali locale, Caroline Schemwell, pensa che Timothy possa essere stato prima trovato da qualche famiglia di Brisbane che poi si è traferita a Tomsville, oppure che possa essere salito su qualche automezzo ritrovandosi poi nella nuova cittadina. In  ogni caso, viste le buone condizioni di salute di quando è stato trovato, pensa che non sia stato a lungo senza essere accudito da qualcuno.

In ogni caso, qualunque sia stata la sua storia segreta in questi ultimi 12 mesi, "welcome home Timothy"!


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Fonte : Herald Sun. Foto : il gatto Timothy, foto di Cameron Laird

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29/06/2010

3000 km per ritrovare due a-mici

karim1.jpgGli amici umani di Karim, un bel gatto grigio di nove anni, pensavano che alla sua età non avrebbe retto il cambiamento di territorio, vita e abitudini dato da un trasferimento. Nonchè il viaggio in treno di tre giorni e 3000 km da Gulistan, in Uzbekistan, a Liska, vicino Voronezh, in Russia. Così, avevano parlato con i loro vicini che gentilmente avevano accettato di adottarlo.

Avevano però evidentemente sottovalutato l'attaccamento del felino verso di loro, perchè due anni dopo la proprietaria, Ravila Khairova, 52 anni, ha ritrovato -con non poca sorpresa- Karim vagabondare nella sua nuova città.

"Pochi giorni dopo il nostro trasloco nel 2008 i vicini ai quali lo avevamo lasciato mi chiamarono dicendo che non lo trovavano più - racconta Ravila - mi dissero che era triste e che era fuggito, da quel momento di lui non avevamo saputo più nulla". Lei e il compagno Lev Kondratyev, 46 anni, erano affranti, ma tutto pensavano tranne che Karim, il loro "vecchio" gatto che credevano non avrebbe retto un trasloco, attraversasse invece tre nazioni, Uzbekistan, Kazakistan e la stessa Russia, per tornare dalla sua famiglia.

"Quando l'ho visto magro e scheletrico venirmi incontro, quasi non lo riconoscevo. Poi mi sono avvicinata ed era proprio lui. Proprio non so come abbia fatto a ritrovarci - dice Ravila - ma ovviamente ne siamo felicissimi!" E Lev aggiunge "Sembra che abbia usato tutte le sue nove vite per trovarci, ma alla fine ce l'ha fatta".

I proprietari si dicono certi che il gatto trovato sia il loro Karim. "Ci sono certi segni sul suo corpo, incluso una cicatrice sulla coda, che si era procurato rimanendo incastrato nella porta, che ci fanno dire al 100% che sia il nostro Karim -e anche lui ovviamente ci ha riconosciuto" affermano.

Per parte nostra, non ci sono maggiori dettagli nella notizia quindi non riusciamo a indagare di più sulla cosa, in particolare su come il gatto abbia fatto a "ritrovare" un posto che in realtà non aveva mai visto, e perdipiù a una distanza così grande. Certo sono stati già registrati casi simili, ma la distanza era minore. Un piccolo alone di mistero su questa notizia, che resterà per sempre tra Karim e i suoi amici, i quali a questo punto speriamo si siano resi conto che l'affetto del proprio animale può sopportare qualsiasi trasloco.

Fonte : Leggo

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