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12/02/2012

Due più due fa ... Lifodue

lacincia.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lifo-due, (che si chiama cosi’ perche’ e’ identico a un altro gatto dello stesso rifugio, Lifo) e’ un semi-selvatico, cioe’ uno di quei gatti “senza fissa dimora” che quando trovano un posto che gli va bene si fermano e danno anche un po’ di confidenza agli umani.

Arrivato nel rifugio felino "La Cincia", si era inserito bene, si faceva i suoi giretti ma poi rientrava sempre. Fino a quella volta che non e' rientrato, e cosi' la sera dopo e i giorni successivi: scomparso... Senza nessuna ragione plausibile.

Qualche mese dopo il rifugio riceve una telefonata di una persona che vuole segnalare un gatto che gira dalle sue parti, che attacca i suoi e che non riesce a convincere a cambiare aria... Come prima cosa gli viene proposta la sterilizzazione, che va fatta comunque (e non solo alle femmine) e che serve anche a limitare l’aggressivita’ e la territorialita’.

Quando il volontario del rifugio va a prendere questo "cattivone", se lo ritrova già bello impacchettato in un trasportino di quelli chiusi...”Boh, non e’ che questo e’ un loro gatto che vogliono sistemare?” pensa. Comunque, il volontario era di fretta e l'ha scaricato dal veterinario senza quasi guardarlo in faccia...

Solo quando l'hanno chiamato dall’ambulatorio per informare che era gia’ sterilizzato, il volontario si è ricordato che era proprio da quelle parti che proveniva Lifodue, allora ha fatto due piu’ due e si è detto: “Hai da vedere che e’ Lifo che e’ tornato a casa!” Infatti, era proprio Lifodue! Che appena l'ha visto e' subito venuto a strusciarsi...

Lifodue se ne era andato dal rifugio ed era ritornato “a casa sua” dove probabilmente era nato e vissuto prima di venire al rifugio. Da quella volta però e’ sempre rimasto al rifugio, ed e’ vissuto in armonia con tutti gli altri gatti.

Fonte e foto di archivio : La Cincia

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08/12/2011

Kitty, tre mesi e un riconoscimento col cuore!

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Kitty è una bella micia tigrata di poco più di un anno, che vive a Roma con la sua famiglia umana e altri tre gatti. E' una micia principalmente di casa, anche se qualche volta, per la sua naturale curiosità felina, era riuscita a sgattaiolare via, ma sempre per pochissimo tempo e in occasioni isolate.

Invece lo scorso 28 luglio Kitty decide di prendersi una bella vacanza e.. Se ne va.

La sua amica umana Federica la cerca in ogni dove e in ogni modo, attacca manifesti in tutto il quartiere, segnala lo smarrimento su siti web per animali, ma nulla. In due mesi solo due segnalazioni, che si sono poi rivelati essere altri mici. Federica non demorde ma più passa il tempo, più è visibilmente preoccupata e scoraggiata.

Fino a quando, a più di due mesi di distanza dallo smarrimento,Federica viene chiamata da una ragazza volontaria di un'associazione per animali abbandonati,  che le comunica di avere trovato una micia tigrata che somiglia molto a Kitty, però in tutt'altra zona di Roma, praticamente dall'altra parte della città.

Federica è scettica, la distanza è molta, la volontaria le manda comunque una foto del gatto. Racconta Federica “ Beh, mi mandò una foto e in effetti somigliava a Kitty, però chissà per quale oscuro motivo mi ero messa in testa che non potesse essere lei vista la distanza”

A volte lo sconforto e la sfiducia possono fare brutti scherzi alla nostra mente, Federica infatti sul momento non dà seguito alla segnalazione, ritenendola un falso allarme come le precedenti. Ma il momento dura poco, dopo alcuni giorni infatti la ragazza richiama la volontaria che le aveva mandato la foto per un confronto più approfondito.

Racconta ancora Federica “Combaciava tutto: sterilizzata, femmina, descrizione del manto, carattere”. Federica si fa mandare altre foto della micia, e le osserva attentamente in ogni riga e sfumatura del pelo, confrontandole con i suoi ricordi e con foto precedenti di Kitty. Non c'è dubbio, tutto combacia, ma Federica ancora non ci crede, dubbiosa per la distanza.

Decide però di andare a vedere la gatta di persona, e finalmente il 19 Ottobre Federica e la volontaria riescono a incontrarsi: ed ecco il miracolo. Racconta Federica: “Stento ancora a crederci, ma era proprio la mia Kitty! Quando l'abbiamo vista io e mia madre non l'abbiamo riconosciuta subito ma abbiamo notato la somiglianza incredibile sia fisica sia di comportamento. Abbiamo deciso di portarla a casa per fare una prova, rimanendo d'accordo con la volontaria che eventualmente l'avrebbe ripresa, perchè ancora non eravamo convinte potesse essere lei, sempre ingannate dalla enorme distanza da casa e punto di ritrovo!”.

“E invece” continua Federica “Appena arrivata a casa lei ha riconosciuto subito l'ambiente, è corsa spedita alle ciotole dei croccantini e poi alla lettiera, in pochi minuti ha girato tutta casa, odorava tutto ma io ancora non avevo capito... Poi la vedo che si mette a dormire dove dormiva Kitty, saliva nei suoi posti preferiti, e io cominciavo incredula a pensare che fosse davvero lei... Non so dirvi il momento preciso in cui l'ho capito, mi è corsa incontro facendo i versetti che faceva lei e li ho realizzato! Era proprio lei! Prendo una foto per sicurezza per non farmi illusioni e confronto le linee nuovamente,identiche e soprattutto ne ha una sul volto particolare e c'è anche quella, non ci credo ancora ma è lei! E' tornata a casa dopo tre mesi! Lei ci aveva riconosciute subito, perché ci aveva fatto le fusa immediatamente, appena ci aveva viste... E noi, invece...”

La nostra mente è estremamente potente, sia in senso positivo che negativo. Se siamo convinti di qualcosa, filtriamo con le nostre convinzioni le informazioni che ci arrivano dall'esterno. E così, tutto può accadere, anche di essere così sconfortati e sfiduciati dalla possibilità di un lieto fine, da non riconoscere immediatamente il proprio gatto.

Conclude infatti Federica “Spero il mio racconto possa essere utile per far capire che bisogna controllare ogni segnalazione,anche la più lontana perché non si può mai sapere! E anche per far capire quanto possa essere difficile anche riconoscere il proprio gatto, se con la mente non si convinti che possa essere proprio lui. Io ero convinta che l'avrei riconosciuta immediatamente e invece ci ho messo due ore a capirlo!”.

Kitty è stata smarrita in zona Cinecittà est, ed è stata ritrovata in zona Castel Sant'Angelo, a 30 km di distanza e con una città trafficata come Roma da attraversare. 

Ps - Federica ci comunica che aveva visitato il nostro sito prima della segnalazione, "ilmiogattoètornato" porta fortuna ! 


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Fonte : testimonianza diretta di Federica. Nella foto: Kitty, foto di Federica

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04/11/2011

Darky il micio perso e ritornato grazie all'aiutino della rete

darky3.jpgUn'altra storia a lieto fine di un gatto scappato a seguito di un incidente, dopo quella raccontata tempo fa e accaduta a Monopoli. Questa volta però il micio non è riuscito a tornare da solo verso i soccorritori, troppo lo spavento a seguito dell'incidente e forse lo shock di vedere i suoi padroni portati via con l'autolettiga. E così sono serviti tre mesi e un “aiutino” della Rete per ritrovare Darky, un bellissimo gatto nero che il 6 Agosto scorso era in viaggio sull'auto dei suoi aMici umani quando questa era stata violentemente tamponata sull'A1, in località Magliano Sabina, un comune in provincia di Rieti. Rosy Liguori e il marito sono finiti in ospedale e Darky, insieme al suo trasportino volato in mezzo ai campi, chissà dove. Durante i concitati soccorsi, nessuno aveva fatto caso a quella cesta apertasi nell'impatto. Una volta dimessi dall'ospedale e rientrati a Milano, Rosy e il marito iniziano a cercare disperatamente il loro micio.

Vista la lontananza, Rosy ha l'idea di sfruttare la rete internet per diffondere il suo appello. «Avevo un po' di amici su Facebook. Ho lanciato un gruppo per Darky e grazie a questa rete è partita una ricerca a tappeto». 

Darky è stato infine ritrovato il 17 Ottobre, a quasi tre mesi dall'incidente, ad Amelia (TR) non lontano dal comune dell'incidente, e riconsegnato ai suoi felicissimi proprietari.

I mici infatti spesso quando per qualche ragione si allontanano da un posto a loro conosciuto, soprattutto se l'allontanamento non è un fatto volontario -come in questo caso- sono molto guardinghi e cauti quindi spesso c'è speranza di ritrovarli. I mici infatti sono in natura contemporaneamente predatori e possibili prede, per cui cercano di studiare approfonditamente il territorio in cui si trovano per evitare possibili pericoli. Si muovono solo quando si sentono relativamente al sicuro, quindi nei momenti più tranquilli della giornata, la sera, la notte o la primissima mattina, che sono anche i momenti migliori per cercarli quando si perdono. Se qualcosa non li convince, aspettano, magari scegliendo un temporaneo riparo e, prima di agire avventatamente, riflettono. D'altronde, lo vediamo anche nel loro comportamento quotidiano, quando il nostro micio si nasconde in casa e non visto studia ciò che accade: rumori, suoni, movimenti.  

Darky deve avere certamente dato fondo a tutte le sue risorse feline, in questi mesi, ma alla fine ce l'ha fatta! Certo, ha avuto un piccolo “aiutino” dalla Rete, ma ora finalmente può godersi di nuovo la sua casa milanese e soprattutto i suoi aMici umani che non hanno mai smesso di cercarlo in tutto questo periodo.  


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Fonte : Corriere della Sera – Nella foto: Darky ritornato a casa si gode la poltrona e le coccole del suo padrone. Foto di Rosy Liguori

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22/05/2011

Tre mesi e 20 chilometri per tornare a casa

gigio.jpgGigio avrebbe bisogno di una casa e una famiglia tutta sua. Per ora non ce l'ha, è ospite dell'oasi felina di Vicofertile (Pr). Dalla quale purtroppo era scappato nel Luglio scorso, dopo una vigliacca azione vandalica di ignoti, che avevano tagliato le recinzioni del gattile. Un gesto stupido e sconsiderato, che tra l'altro rischia di condannare molti dei gatti che scappano a morte certa, perchè i gatti dell'oasi sono spesso malati e devono essere seguiti a livello medico.

Come Gigio, ad esempio, che è malato di leucemia felina e ha problemi a un occhio, per cui ci vede anche poco. Infatti, dopo la sua fuga, le volontarie del gattile si sono preoccupate tantissimo, perchè Gigio è un gatto molto dolce, ma fragile.

Ma anche i gatti più fragili hanno pur sempre 7 vite, o almeno 6 e mezzo! E così è stato infatti per Gigio, ritrovato a Varano Marchesi, un paese a circa 20 chilometri da Vicofertile, lo scorso novembre, quindi a quasi quattro mesi dalla sua sparizione.

L'ha trovato una coppia, Gigio vagava in mezzo ai campi e il suo occhio non stava per niente bene. Preoccupati, i due l'hanno raccolto e portato da un veterinario, che grazie al microchip impiantato sull'orecchio, lo ha identificato e ha avvisato l'oasi felina. E così Gigio è tornato a Vicofertile sano e salvo. Anche se ora sarebbe bello che un gatto così fortunato avesse anche un'altra fortuna: trovare finalmente una casa vera!


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Fonte: Gazzetta di Parma - Foto: Gigio, dalla Gazzatta di Parma

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18/03/2011

"Perchè c'è un Diavo in me"

diavo.jpgDiavo è un bel gatto rosso di sette anni. Castrato, ma di carattere molto forte e indipendente. Difatti, era già capitato che qualche volta facesse delle brevi assenze, ma sempre di qualche giorno al massimo. Invece, lo scorso maggio Diavo ha deciso di fare onore al suo nome e di concedersi una gita un po' più lunga del solito, diciamo.... un paio di mesi!

In casa dove Diavo abitava, giorno dopo giorno cresceva la disperazione e tristezza, man mano che il tempo passava senza rivederlo né avere sue notizie. La sua famiglia si immaginava scenari sempre più foschi, pensando che fosse stato investito da una macchina o che comunque gli fosse capitato qualcosa di brutto.

Invece, dopo più di due mesi, a Luglio, ecco intravedersi un'ombra dal vetro della porta di ingresso di casa.

Un'ombra ferma sui gradini, che aspetta.

Un'ombra con due orecchie e una coda.

Insomma, un'ombra a forma di gatto !

Aperta la porta, scoperto il mistero: Diavo.

Magrissimo, spaurito e pronto alla fuga, ma comunque entra in casa... e si dirige verso la cucina (buongustaio!) dove divora tutto soddisfatto il cibo degli altri gatti di casa.

Diffidente, soffia a tutti, non si fa avvicinare da nessuno (intanto però il cibo lo continua a mangiare!).

Finito di mangiare, dopo un po' si rassicura e si fa prendere in braccio tutto ronfante. 
Il tempo di arrivare a sera, Diavo si è completamente riambientato ed è di nuovo nel “suo mondo! !

Chissà cosa avrà patito in questi mesi lontano da casa, dove sarà stato in questo tempo, quanti chilometri avrà percorso. Ma questi particolari rientrano tra i misteri felini che a noi umani non è dato sapere: noi possiamo solo riaccoglierli a braccia aperte... E sperare che non ci facciano di nuovo patire un “Diavo” per capello”!

Fonte: testimonianza diretta di Faraluna – Foto : Diavo, foto di Faraluna

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22/06/2010

Alfie, il gatto con 8 vite. Una l’ha già usata per “resuscitare”

alfie.jpg

Un gatto che “ritorna dal regno dei morti”, nove mesi dopo che il suo padrone l’aveva sepolto. Naturalmente non è esattamente così, ma la vicenda è ugualmente bizzarra.

Angelo Petrillo e la moglie Katy persero le tracce del loro gatto Alfie lo scorso Giugno 2009. Qualche settimana dopo, giunse loro la segnalazione di un gatto morto, investito su una strada lì vicino. Angelo lo riconobbe  come il suo e lo seppellì vicino casa, a Milnrow, Rochdale, nel Lancashire, Gran Bretagna.
A Novembre la coppia, insieme all’altro loro gatto Freddie, si trasferì in una nuova casa, a circa un paio di chilometri di distanza. Qualche mese dopo, a Marzo, vennero contattati dalla famiglia alla quale avevano venduto la vecchia abitazione, la quale comunicava loro che un gatto arancione era fuori in giardino e cercava di entrare in casa. I coniugi Petrillo risposero che non poteva essere il loro gatto, visto che Freddie -il gatto rimasto- era con loro e Alfie era morto. Ma il giorno dopo ricevettero altre chiamate dai vicini, riguardo a questo gatto che aveva miagolato tutta notte.

Così Kathy decise di tornare al vecchio quartiere per rassicurare tutti che quello non era il loro gatto. Ma quando arrivò, restò attonita a fissare proprio lui: Alfie. “Era una cosa incredibile. Alfie era davanti a noi, non potevo credere ai miei occhi”

Molto probabilmente il gatto si era perso, e quando dopo qualche mese aveva ritrovato la strada di casa, la sua famiglia aveva già traslocato. Non prima di aver sepolto, credendolo il loro, un altro gatto trovato morto investito e molto somigliante ad Alfie

Fonte : Manchester Evening Post Foto : Alfie e il suo padrone

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07/06/2010

Un raffreddore provvidenziale per Tigre

rifugiolacincia.jpg
Un po’ di anni fa, arriva a casa di un volontario dell'associazione La Cincia in provincia di Torino, un gattone sterilizzato e domestico. Per un paio di giorni gironzola intorno, poi decide di piazzarsi in casa: compagnia e cibo non mancavano. Aveva un po’ di raffreddore e cosi il suo nuovo amico umano decide di portarlo dalla veterinaria del paese per una visita. Quando lo vede, la dottoressa fa una faccia strana e dice: “ma questo e’ Tigre, com’e’ che ce l’ha lei?”. "Mah, non so, a me è arrivato in casa qualche giorno fa e l’ho portato a visitare perche’ ha questo raffreddore".

La veterinaria chiama i proprietari e questi corrono subito a vedere se era proprio il “loro Tigre”. Chissà l’altalenarsi dei loro pensieri durante il viaggio: “Ma sara’ proprio lui? Non e’ possibile...”, “Ma no... La veterinaria si sara’ sbagliata...”

E invece non si era sbagliata. Lo riconoscono (e lui riconosce loro) e se ne vanno via con il gattone che avevano ormai dato per morto da oltre un mese... E la ricetta per l’antibiotico. Tra la casa di Tigre e quella dove è stato trovato ci sono circa 10 km di strada.

Fonte : La Cincia Foto : il rifugio Cincia

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12/05/2010

Quando il gatto è migliore del padrone

vesuvio.jpgDella serie: quando si dice che le vere bestie siamo noi, purtroppo è la verità.

Un miagolio inconfondibile: quando la donna ha aperto la finestra della sua casa di Pollena Trocchia (Na) e si è ritrovata di fronte quel batuffolo di peli bianconeri, quasi non credeva ai propri occhi. Ma non si sbagliava: quello sul davanzale era proprio il suo gatto, lo stesso gatto che due mesi prima chiuse nel cofano dell'auto e abbandonò sul versante di Torre Del Greco del Vesuvio, a circa dodici chilometri da casa. Abbandonato agli inizi di Dicembre, il gattino è riuscito inspiegabilmente a ritrovare la via di casa e a due mesi dal crudele gesto, nel Febbraio 2010, è rispuntato, in buone condizioni nonostante le privazioni e il freddo che certamente avrà patito in quel periodo.

Sembra che l'animale abbia operato due piccoli miracoli: quello di sopravvivere e tornare a casa, e quello di cambiare il cuore della sua padrona. La donna infatti si è pentita ed ha deciso di tenerlo. Speriamo sia un pentimento vero e duraturo, e che d'ora in poi sappia dimostrarsi sempre all'altezza del suo amico felino.


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Fonte : Vesuvio.it Foto : il Vesuvio, di Freeariello/Flickr

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30/04/2010

Charles, trovato dopo 8 mesi a 2000 km da casa

charles.jpgCharles, un piccolo gatto tigrato, era sparito da Albuquerque, nel New Mexico (USA), otto mesi fa. La sua proprietaria, Robin Alex, l'aveva affidato a un amico mentre era fuori città, e in quel periodo il micio si era allontanato. Finchè la scorsa settimana non è stato trovato un gatto randagio a Chicago, Illinois, che dalla lettura del microchip è risultato essere proprio lui, Charles il vagabondo!
Ma l'avventura per Charles non era ancora finita: la proprietaria non potendo permettersi il biglietto aereo per andarlo a recuperare immediatamente come previsto dalla severa legge antirandagismo USA, è stata aiutata da un buon samaritano, Lucien Sims, che doveva volare da Chicago ad Albuquerque e si è offerto di riportare il gatto a casa. "Mi ha ricordato tanto un gatto tigrato che avevo" ha dichiarato il sig. Sims. Charles, assicurano i veterinari, è in ottima salute.

Pubblichiamo questa storia anche se Charles è tornato a casa con un "aiutino" (il microchip), in primo luogo per dimostrare l'utilità di un mezzo di riconoscimento del proprio felino (fosse anche il buon vecchio collarino con nome), ma anche per riflettere sulla capacità del gatto di percorrere, autonomamente o meno, distanze anche molto lunghe, e infine per analizzare il fatto che il gatto sia sparito proprio mentre era affidato a qualcun altro. E non per ultimo, per il fatto che una storia a lieto fine fa sempre bene!


Distanza Albuquergue - Chicago : 2000 km

Fonte : NBC Chicago >> Foto : Charles, da NBC Chicago

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27/04/2010

Vaino, 800 km dalla Lapponia a casa

ari-e-vaino.jpgIl finlandese Ari Salo di 53 anni e la moglie Katarina di 48 si trovavano in vacanza,  nel cuore della Lapponia, vicino alla città di Rovaniemi nel nord della Finlandia.
Una delle passioni del signor Salo è infatti quella di fare escursioni a bordo del suo camper, così come è avvenuto anche quell’estate: un viaggio di 800 km per andaresene in Lapponia dove aveva affittato uno chalet in riva al lago, insieme alla moglie e al gatto maschio di 12 anni, Vaino.

“Quel giorno avevamo deciso di fare un giro nella zona dove avevamo affittato lo chalet” dice il sig. Salo “Partimmo dopo pranzo e, verso le 17, ci fermammo in un piazzale ai margini di una radura con qualche alberello. La zona era completamente deserta, come è normale in Lapponia e così lasciammo andare Vaino in modo da permettergli di sgranchirsi le zampe. Noi abbiamo vicino a Helsinki e lì abbiamo un cottage quasi completamente isolato dove passiamo i fine settimana e il nostro gatto è, dunque, abituato a scorazzare dove vuole”.
Quel giorno però forse qualcosa ha attirato l’attenzione di Vaino così da farlo allontanare troppo dal camper fino a non farvi più ritorno.

I coniugi Salo dopo essersi accorti della sua scomparsa, cominciarono a lanciar fischi e richiami ai quali, normalmente, Vaino rispondeva, ma invano. Ari e Katarina lo aspettarono, ma il gatto non faceva ritorno. A un certo punto, furono costretti a tornare. Non sapendo cos'altro fare, affranti e distrutti dell’accaduto, lasciarono cibo e acqua. Fu un viaggio di ritorno molto triste, percorsero 800 chilometri sapendo che non avrebbero più rivisto il loro caro amico. Ad ogni fermata (i Salo passano le vacanze in Lapponia tutti gli anni) tornavano alla mente tutti i ricordi del loro Vaino: qui ha fatto una breve passeggiata, là ha rincorso una farfalla.

Dopo 130 giorni dalla sua scomparsa, il miracolo: Vaino è tornato.

Era dimagrito, arruffato, con le zampe in cattive condizioni. Il suo felicissimo padrone ha così commentato il ritorno del suo caro amico: “Non riesco a capire come abbia fatto a percorrere centinaia di chilometri. In effetti, potremmo dire che”conosceva la strada” visto che l’aveva percorsa insieme a noi sul camper varie volte. Ma dobbiamo considerare anche che in Lapponia e in Finlandia vi sono molti animali pericolosi per i gatti”.


Distanza Rovaniemi - Helsinki : 800 km

Fonte : Quattrozampe Foto : Vaino e il suo padrone

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