10/01/2012
Aiuto, il mio gatto prende il bus

Dodger, un bel gatto rosso di Bridport, nel Dorset, adora gironzolare, come tutti i mici. Però, sarà che a 15 anni è un po' vecchiotto, sarà che il clima inglese è spesso umido per non dire bagnato e un gatto di una certa età proprio non si addice, ma Casper i suoi giri li fa … In autobus.
Ormai tutti i viaggiatori della tratta Bridport – Charmouth, lo conoscono bene. Dodger è un passeggero così puntuale che alcuni autisti gli portano delle confezioni di cibo per gatti, e ormai tutti conoscono la fermata a cui lasciarlo scendere.
Alla fine dei suoi viaggi, il micio ritorna infatti sempre a casa dalla sua padrona Fee Jeanes.
La signora Jeanes, 44 anni, pensa che Dodger all'inizio abbia provato ad entrare in un autobus in sosta davanti casa, per via del caldo che restava all'interno dei vetri nelle giornate di sole, un po' come nelle serre da giardino dove ama stendersi.
Ma alla fine, l'avventuroso felino ha deciso di “provare il servizio pubblico”.
Racconta la signora Jeanes “Ci siamo trasferiti qui 19 mesi fa, e il retro della nostra casa è proprio accanto alla fermata dell'autobus. Dodger è un gattone molto amichevole. All'inizio faceva amicizia con i passeggeri in attesa, gli davano qualcosa da mangiare. Poi ha provato a salire, immagino perchè l'autobus è caldo quando c'è il sole. Poi settimana scorsa ho scoperto che ha viaggiato fino a Charmouth e ritorno! In effetti non l'avevo visto per tutta la mattina, senza però farci troppo caso perchè sta spesso fuori, finché mia figlia Emily mi ha detto che uno dei suoi amici l'aveva appena visto sul bus a Charmouth.”
“Non potevo crederci” racconta ancora Fee “E sono andata in panico. Ho preso l'auto per andare a cercarlo, e in quel momento l'autobus si è fermato davanti casa e lui tranquillo e sornione ne è sceso!”.
“Quello stesso pomeriggio, ho visto Dodger salire a bordo di un altro autobus, e sono corsa a dirlo all'autista prima che partisse. Sono rimasta scioccata quando questi mi ha risposto che Dodger saliva sempre, anzi che gli piaceva proprio sedersi sui sedili appena usati dalle persone, che gli autisti gli comprano del cibo per gatti e addirittura a volte si siede sulle gambe degli altri passeggeri!”
Dodger ormai è conosciuto dai pendolari di quella tratta e dagli autisti. Ma tanto in tanto la signora Jeanes riceve qualche chiamata, chiedendo se avesse perso il suo gatto.
Il portavoce della Firm, la compagnia degli autobus, ha dichiarato che non è un problema che Dodger salga sui loro autobus, ma che la compagnia non lo incoraggia attivamente. Spiega infatti “Agli autisti è solo stato chiesto di non dargli da mangiare, perché ha un padrone e non vogliamo che magari non ritorni a casa, ma come principio non abbiamo alcun problema a che gironzoli intorno alla stazione o sui bus”.
E conclude, con tipico humour britannico “Dato che il gatto è anziano, sospetto che possa avere diritto a un'esenzione per viaggiare gratuitamente, probabilmente una tessera-pass per gatti, se una simile tessera esistesse”.
Beh, per fortuna, signora Jeanes, che non vogliono farle pagare il biglietto!
Visualizza ilmiogattoetornato in una mappa di dimensioni maggiori
Fonte : The Telegraph - Foto : Dodger, foto Telegraph
14:25 Scritto in 1) qualche giorno, 8) storie speciali, 9) un "aiutino" | Link permanente | Commenti (0) | Segnala |
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26/09/2011
Graeme il gatto pendolare
Graeme abita a Melbourne, Australia, con la sua amica umana Nicole Weinrich, che come tanti altri pendolari nel mondo ogni mattina prende il treno per andare al lavoro. Con la differenza che Nicole ha un accompagnatore speciale, Greame.
Il gatto infatti si reca con Nicole alla stazione la mattina, e ritorna la sera giusto in tempo per accoglierla sulla banchina e fare con lei la strada verso casa.
“Sembra sempre che sappia in quale carrozza del treno mi trovo" dice Nicole Weinrich "e me lo trovo seduto davanti alla porta, dietro la linea gialla ovviamente: ci tiene alla sicurezza. E’ un gatto fantastico"
Graeme è diventato ormai famoso tra i pendolari di Melbourne, che si sono tutti affezionati a lui.
"E' fantastico. Illumina le nostre mattine e le nostre sere quando torniamo a casa" dice la signora Julia Scott, che scende alla stessa stazione.

E il suo compagno di viaggio Damien Dempsey aggiunge che Grame adora stare tra la gente, come se fosse una star tra il suo pubblico.
"E' molto regale" dice "Quella è la sua banchina e sembra che accolga tutti noi".
A volte Graeme si lascia distrarre così tanto dai suoi "fan" che, in un paio di occasioni, è salito con qualcuno di loro su un treno in partenza e sceso la fermata successiva. "Non succede troppo spesso – spiega la signora Weinrich – ma comunque mi fa preoccupare” Ogni volta comunque è riuscito a tornare alla sua stazione.
Fonte: The Herald Sun - Foto & video : The Herald Sun, Graeme alla stazione
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01/09/2011
Musy la gatta decide di prendersi le ferie di Ferragosto

Eccola in tutto il suo splendore Musy, una bella "signora" 13enne, anche se probabilmente la sua vanità femminile le suggerirebbe di non far sapere in giro la sua età. Anche perchè Musy i suoi anni non li dimostra proprio: saranno state le romantiche notti stellate estive, un qualche amore non più giovanile ma non per questo meno passionale, chi lo sa... Fatto sta che Musy a Ferragosto decide di prendersi finalmente un po' di meritata vacanza, e sparisce!
Ovviamente tutti in casa sono disperati: in quei giorni le temperature sono torride, in più, Musy è una gatta molto domestica, solo a volte usciva di casa, ma stava sempre nel cortile attiguo.
La famiglia umana di Musy si attiva e iniziano subito in giornata le ricerche: nei dintorni, per la strada, in casa. La sera la gatta non è ancora tornata. Poco male, pensano i suoi proprietari, avrà fame e tornerà domattina per mangiare. Invece il mattino successivo nulla. Racconta Simona, la proprietaria: "I giorni passavano e noi le abbiamo provate tutte, volantinaggio, email, veterinari, associazioni feline, gattili, sos animali, amici a cui chiedere di fare passaparola, giornali. Nulla di fatto".
"La mia preoccupazione principale erano le macchine - continua Simona - perchè lei era una gatta domestica fin da piccola. Per il resto cercavo di razionalizzare e pensare che l'istinto di sopravvivenza ce l'ha e che quindi avrebbe trovato il modo di dissetarsi e di mangiare: c'erano giardini vicino e una gattara che lasciava sempre cibo ed acqua vicino ad un cantiere popolato da gatti".
E infatti Musy si trovava proprio in quel cantiere, in quei giorni chiuso per ferie!
Continua Simona "Vicino a quel cantiere c'ero già passata, ma soprattutto di giorno e anche se chiamavo la gatta non si era mai fatta viva. Ieri sera (il 22 agosto - n.d.r.) stavo leggendo questo sito, che mi ha dato speranza e soprattutto mi ha portato FORTUNA e così facendolo leggere anche a mia mamma decidiamo di continuare a girare per le vie vicino casa".
"Eravamo vicino al cantiere e mentre stavo parlando con mia mamma e stavamo per imboccare di nuovo la strada di casa, sento un miagolio prima flebile e poi sempre più vicino ed eccola lì, che spunta da un buco e ci viene incontro! Non potete immaginare la gioia dopo una settimana in cui stavamo perdendo le speranze! L'abbiamo presa in braccio e riportata subito a casa! Quanto avrà bevuto secondo voi ??? Non l'ho mai vista bere così tanto!".
"Aggiungo che ciò che mi ha reso felice, ora che la storia ha avuto un lieto fine, è stata anche la disponibilità e la gentilezza che ho trovato nel vicinato, nelle persone a cui raccontavo questa storia, nei veterinari e nelle associazioni feline che avevo contattato."
Ringraziamo Simona per la sua testimonianza e siamo felici che il nostro sito abbia portato fortuna, anche se crediamo che tutto il merito in realtà vada a loro e ovviamente a Musy!
Simona aggiunge un'ultima considerazione che vuole sia condivisa perchè può servire anche ad altri, è infatti uno dei consigli che diamo e nel suo caso è stato determinante per il ritrovamento: "Se anche voi state cercando un animale smarrito, non demordete mai: sono animali intelligenti e trovano il modo di sopravvivere! Cercateli di sera quando è tardi e quando non ci sono rumori di macchine... Buona fortuna!"
Fonte: testimonianza diretta di Simona - Nella foto: Musy (foto di Simona)
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21/06/2011
Max, una delle 7 vite in meno, ma ce l'ha fatta
Brad Paquin e sua moglie Nancy erano in strada, sull’uscio dalla porta di casa a Santa Cruz, in California, quando hanno visto il loro gatto Max, scomparso da due giorni, arrivare e precipitarsi in casa... con una freccia infilata nella testa.
Il gatto di 3 anni, bianco e nero è andato dritto e relativamente tranquillo verso la sua ciotola della pappa, mentre il suo allarmato padrone chiamava atterrito il veterinario.
Il gatto è stato portato presso l’Ospedale Veterinario Santa Cruz e, una volta anestetizzato, la freccia è stata rimossa in modo sicuro. Per fortuna, non aveva leso nessuna parte vitale della testa. Ora Max sta benissimo, ha solo un foro nell'orecchio a ricordargli il brutto episodio, ma nessun danno rilevante. La freccia, nera con penne rosse e gialle, era stata lì per almeno 24 ore, confermò il veterinario.
Todd Stosuy, Capo del Santa Cruz Animal Services, ha detto che un’indagine è in corso “Stiamo esaminando l’incidente per determinare se questo era un atto intenzionale o accidentale”, riferisce.
Fonte: Daily Mail - Foto: Max, foto del Daily Mail
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26/04/2011
Babà, una dolce storia a lieto fine
Babà è l'adorato gattone di Mary e famiglia. In realtà Mary si è da qualche tempo trasferita a Roma con il fidanzato, mentre Babà è rimasto a L'Aquila con i suoi genitori, dove è sempre vissuto negli ultimi 6 anni, condividendo tutto con i suoi amici umani, anche il terremoto di due anni fa.
Un venerdì di Marzo la mamma di Mary telefona alla figlia disperata, dicendo che Babà ha passato tutta la notte via e che manca oramai da un'intera giornata, cosa strana per lui perchè non era mia stato via così a lungo. Ovviamente tutti in casa l'avevano già cercato in lungo e in largo per il quartiere, ma senza risultato. Mary e il fidanzato decidono quindi di tornare a L'Aquila per cercarlo durante il fine settimana.
La ricerca si fa più impegnativa: nel quartiere, su internet, attaccando volantini in tutta la zona, ma niente. Passano i giorni, le speranze si affievoliscono... E in famiglia sono tutti tristissimi.
Oramai è passato tutto il fine settimana ed è arrivato il martedì successivo. La famiglia è riunita a tavola per pranzo, e improvvisamente il papà di Mary emozionatissimo urla: “Babà, sei tornato!” Eccolo lì, è proprio Babà, che ci guarda dalla finestra, un po' spaurito, un po' con lo sguardo che sembra dica: “non mi avete cercato bene!”.
Babà, sta benissimo, è pulito, non ha un filo d'erba addosso né è sporco di terra o altro (e nei giorni precedenti aveva diluviato). E’ solo un po' nervosetto. Ci racconta Mary che pochi minuti prima si era affacciata al terrazzo nella speranza di vederlo arrivare e aveva notato una ragazza entrare in una delle case vicine, abitazione ancora inagibile a seguito del terremoto, quindi disabitata. Dopo essere entrata in quella casa, la ragazza apre la finestra a piano terra... Pochi minuti dopo ecco comparire Babà! Secondo Mary e la sua famiglia il gatto è rimasto chiuso per quei 4 giorni in quella casa, che essendo inagibile è frequentata solo da muratori e operai.
Quest storia ci è stata raccontata direttamente da Mary, che ci ha scritto anche "Nei giorni in cui Babà mancava sono capitata su questo blog, che non solo mi ha tirato su di morale dandomi delle speranze, ma ha anche portato fortuna!" E noi ne siamo ovviamente contentissimi !
Fonte: testimonianza diretta di Mary - Nella foto: Babà
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14/04/2011
Gatto a bordo!
Sandi vive a Portsmouth, in Inghilterra, in casa di Tim e Patricia Austin.
Si sa, la Gran Bretagna ha una lunga tradizione navale. E forse, tra gli antenati di questo bel gatto rosso inglese ci sono marinai, ufficiali o forse addirittura pirati.
E si sa anche che tra Gran Bretagna e Spagna non correva buon sangue, le battaglie navali erano all'ordine del giorno... Beh si, forse Sandi si è immedesimato un po' troppo in qualche vecchia gloria... Il pirata Morgan, o l'ammiraglio Nelson, chi lo sa...
Insomma, fatto sta che un giorno di Dicembre 2009, Sandi scompare, o meglio non torna più a casa dal suo giretto serale. Stupore e sconcerto, i coniugi Austin si attivano subito con volantini e avvisi nel loro quartiere di Lee-on-the-Solent, ma senza risultato.
Fino a tre giorni dopo, quando i signori Austin ricevono una chiamata che li assicura che il loro gatto stava più che bene.... In Spagna! Sandi era stato infatti scoperto a bordo del traghetto “The Pride Of Bilbao” della compagnia “P&O”, in partenza ogni Sabato notte da Portsmouth per il porto spagnolo.
In qualche modo evidentemente il micio nel suo girovagare per il porto dev'essere salito a bordo del traghetto. Il sig. Austin, 67 anni, esclude che sia salito sulla nave a bordo di un'automobile “Il nostro gatto non salirebbe mai su un'auto con sconosciuti, odia talmente le auto che non riusciamo a farlo salire nemmeno sulla nostra”
“Per fortuna era microchippato – senza il microchip non so come avrebbero potuto risalire a noi”
“E il personale della P&O è stato fantastico, l'hanno tenuto d'occhio per tutto il tragitto”
Matt Ford, dell'agenzia governativa per la protezione animali, dice “Abbiamo saputo di questa vicenda quando la P&O ci ha contattato dal loro ufficio di Portsmouth lunedì per dire “Abbiamo a bordo di una nostra nave questo gatto, cosa ci facciamo?”
“Abbiamo chiesto se gli fosse possibile in loco testare il micio per il microchip, ci sono riusciti e ci hanno comunicato i dati ”
“Siamo stati poi noi a chiamare gli Austin -è stata una comunicazione abbastanza traumatica per loro. Erano ovviamente felicissimi ed emozionati di sapere che il loro gatto era sano e salvo”.
Brian Rees, portavoce della P&O, aggiunge “Da quando è stato trovato sulla nave, è stato trattato da VIP -ha avuto la sua cabina per il viaggio e mangiava pollo e salmone. Penso che il personale si fosse affezionato -erano tristi di vederlo andar via”.
Sandi è felicemente tornato in Gran Bretagna dai suoi padroni, anche se dallo sbarco ha dovuto attendere sei mesi per tornare a casa, a causa regole sulla quarantena. Insomma, la gita era spesata e tutto, ma alla fine gli è costata un po' cara!
Fonte: The Telegraph. Foto : Sandi, da The Telegraph
09:16 Scritto in 1) qualche giorno, 8) storie speciali | Link permanente | Commenti (1) | Segnala |
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14/12/2010
Betty, tanti auguri a una gattina speciale
Le hanno sparato con un proiettile per caprioli, ma nonostante la mandibola e il palato frantumati, Betty è riuscita a tornare a casa dai suoi padroni e a salvarsi.
Questa è la storia di una gattina intelligente e coraggiosa, sicuramente più intelligente e coraggiosa delle persone che per sua sfortuna le è capitato di incontrare e che le hanno sparato, perchè delle due l'una: o sono così stupide da scambiare un gatto di 2 kg. per un capriolo di 30 kg, oppure sono così vigliacche da sparare deliberatamente a un gattino. Ma potrebbero anche essersi impegnati e possedere tutte e due le qualità...
La micia, che vive a Collalto di Susegna (Treviso) con i suoi padroni, i signori Ceschin, dopo essere scomparsa per un paio di giorni, era riapparsa a casa ferita e con il muso sfigurato. Portata d'urgenza da un veterinario della zona, è stata sottoposta lo scorso Novembre a due delicati interventi chirugici: con una prima operazione le sono stati inseriti dei cerchi per stabilizzare la mandibola e il palato fratturati, e le è stata ricucita la lingua; una seconda operazione di plastica le ha chiuso un buco al palato. Betty ha subìto ricadute e una riabilitazione molto lunga dovuta alla gravità delle ferite, ma ce l'ha fatta.
Ha del miracoloso, per la proprietaria, la signora Ornella, che Betty si sia ristabilita e anche che sia riuscita, in quelle condizioni e dopo due giorni nei quali è rimasta tramortita nel bosco, a ritornare a casa. «E' lei che ce l'ha messa tutta - sottolinea - noi l'abbiamo solamente aiutata». I proprietari, grazie alla consulenza legale della Lav del Veneto, hanno presentato una querela contro ignoti, presso la stazione carabinieri di Susegana, per i reati di maltrattamento e danneggiamento di animali.
Fonte: Il Gazzettino Nella foto: Betty
17:31 Scritto in 1) qualche giorno, 8) storie speciali | Link permanente | Commenti (1) | Segnala |
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09/11/2010
London mamma adottiva speciale
London e’ una gatta che e’ stata presa dal rifugio La Cincia di Val di Torre (To) da una colonia dove sono quasi tutti sterilizzati perche’ era incinta, e non si voleva farle inselvatichire un'altra cucciolata.
Nel frattempo girava un appello per due gattini piccolissimi a cui trovare una mamma sotitutiva, e i volontari de La Cincia hanno dato la sua disponibilita’ per provarci con un'altra gatta che aveva appena finito di allattare. Non e’ andata bene e Simona, la ragazza che aveva i due “microbi”, se ne stava gia' andando via quando London ha pensato bene di partorire... e quale migliore occasione per rifilargli anche quei due! Trucco con destrezza e London, oltre ai suoi quattro, si e’ trovata "mamma" anche questi due clandestini! Passano pochi giorni e ne arriva un altro di piccolissimo, e gli si attacca pure quello!
Per non tenere mamma e tutta la cucciolata in gabbia per due mesi, Simona se li e’ poi portati tutti a casa. E’ stata un’ottima soluzione per loro ed e’ quello che si cerca sempre di fare in questi casi, specie con i gattini piu’ grandicelli che hanno bisogno di muoversi e giocare.
London si cresce i suoi (e non suoi) gattini per oltre due mesi; e’ una gatta bravissima ma si vede che la vita di appartamento non e’ per lei. Mano a mano che i piccoli crescono lei manifesta sempre di piu’ l’insofferenza per gli spazi chiusi. La colonia da cui proveniva e’ una buona colonia: un’ipotesi e’ quella di riportarla li’, l’altra quella di accoglierla al rifugio La Cincia. Simona conosce entrambi i posti, e dopo qualche dubbio, si sceglie per il rifugio.
London viene portata al rifugio e si mette subito a girare per la casa senza farsi troppi problemi. “Che dici? Si fermera’ o scappera’ via e non la vedremo piu’?” . La notte e’ stata tranquilla, ma stava sempre vicino alle finestre, miagolava e voleva uscire: “Stai brava qualche giorno che ti ambienti, e poi esci” gli dicono i volontari. Tutto inutile, il mattino dopo c’era... la sera successiva non piu'.
Due giorni dopo chiama al rifugio la signora che segue la colonia da cui proveniva London, e cosa dice? “Ma non l’avevate fatta adottare la micia? Ieri e’ tornata qui”...
Da notare che London aveva gia’ avuto la possibilita’ di uscire in un altro posto, ma non si era allontanata. Una volta portata al rifugio ha evidentemente capito che “casa sua” era vicina (3-4 km) e ha deciso di ritornarci, scegliendo la via piu’ breve e non certo girovagando alla cieca, visto il pochissimo tempo che ci ha messo.
Insomma, oltre ai tre micini in più che gli sono stati rifilati, a London bisogna anche farsi perdonare di non avergli dato un passaggio fino a casa!
Fonte e foto : La Cincia
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14/06/2010
Koco il re del quartiere
Koco è stato trovato da cucciolo in un cassonetto coi fratellini grazie al fiuto di un cane, poi ha incontrato il suo amico umano Michelangelo ed ha scelto di vivere con lui. Per Michelangelo tenerlo è stata una scelta facile: "ma che bel gattino nero, sano e vivace, e poi il gatto è un animale indipendente, no?"
Previsione fin troppo azzeccata, infatti Koco è diventato un gatto davvero molto indipendente. Troppo. Fin dai primi mesi di vita ha sviluppato una curiosità straordinaria per il mondo ed ha iniziato a tessere la sua rete di relazioni. L’edicola all’angolo, il negozio di abbigliamento in quella piccola strada... Lui conosce tutti e frequenta tutti, ma non come i gatti “normali”. Lui no, lui si installa in un posto a sua scelta e impone la propria presenza.
Lo studente spagnolo gli sta simpatico? Bene, lui sale direttamente in casa e si posiziona nel cassetto della biancheria. Il pensionato con l’hobby della pesca gli garantisce cibo fresco e saporito? E lui sale le scale e prende direttamente possesso dell’appartamento.
E badate, non è un gatto simpatico, o meglio non nei canoni. Non ama particolarmente le coccole e se disturbato graffia e morde. Si fa apprezzare per il suo magnifico mantello nero, la taglia grossa e l’aria sicura. Va in giro per il quartiere entrando liberamente negli uffici pubblici, all’università, in banca, elegante e altero. A volte dorme nelle chiese storiche e trascorre la notte tra preziose sculture, oppure preferisce la sedia impagliata della trattoria all’angolo.
Koco si è perso molte volte, o meglio sarebbe dire che ha scelto di prendersi qualche giorno di vacanza senza nemmeno fare una telefonata al povero proprietario. Michelangelo corre di qua e di là chiedendo se qualcuno lo ha visto e puntualmente riceve risposte rassicuranti... Sta finendo le tortillas al ristorante messicano, è sdraiato sul tavolo della sala riunioni...
Insomma, se Koco sparisce per un paio di giorni ormai non ci preoccupiamo più, ma una volta ci ha fatto prendere un vero spavento. Non rientrava da giorni. Per puro caso un’associazione ha ricevuto un appello proveniente dall’altra parte della città. Un grosso gatto nero aveva chiesto ed ottenuto riparo presso una coppia. Michelangelo è andato a dare un’occhiata al micio, non credendo che fosse il suo, e invece, eccolo li! Con tutta probabilità è salito su un’auto per poi scendere a chilometri di distanza. Oppure qualcuno lo ha preso credendo che si trattasse di un randagio e poi lo ha scaricato? Oppure ancora ha fatto tutto da solo? Chissà. Nessuno lo saprà mai, Koco sa conservare i propri segreti...
Foto 1 : Koco al bar. Dall'espressione devono avergli portato un Thè con le Lingue di Gatto..
Foto 2 : Koco decide di mettersi in mostra nella vetrina di un negozio
Fonte e foto : Paola, una dei tanti amici umani di Koco
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19/05/2010
Vigile del fuoco felino
Baby è una tranquilla gatta agée di 13 anni, che spende il suo tempo in casa ronfando sul letto o nella vasca da bagno. Per questo, quella sera di gennaio, quando Josh Ornberg nella sua casa di Chicago viene svegliato di colpo da Baby che continua ripetutamente a saltargli addosso come un'invasata, non riesce a capacitarsi di cosa sta succedendo alla sua solitamente tranquillissima gatta.
Solo quando vede un bagliore rossastro nella stanza a fianco, Josh si rende finalmente conto del pericolo. Mentre lui e la fidanzata Letitia Kovalovsky, incinta di 7 mesi, si erano addormentati sul divano, un incendio era scoppiato nella stanza a fianco. Baby ha visto il fuoco e ha fatto di tutto per svegliare i suoi padroni. "Ci ha salvato la vita" dicono.
I due fanno appena in tempo ad uscire di casa, insieme a Baby, e a chiamare i vigili del fuoco. L'incendio viene infine domato ma la casa subisce gravi danni. "Sono stati fortunati" dice Weber, uno dei vigili del fuoco intervenuti.
Disperazione su disperazione, i due si accorgono però che nel trambusto, dopo la fuga all'aperto e l'arrivo dei soccorsi, Baby è sparita, molto probabilmente per lo spavento. Ma Josh non si perde d'animo. "Abbiamo lasciato una gabbia aperta e messo del tonno sotto il portico, spero tanto che riesca a tornare a casa" dice.
E così è stato. Il 19 Gennaio (2010), due giorni dopo l'incendio, Baby è tornata a casa. Gli operai che stavano lavorando alle riparazioni l'hanno chiusa nella gabbia e tenuta al sicuro finchè in serata Josh e Letitia non sono tornati a prenderla.
Fonte The Huffington Post. Foto di Sniffete/Flickr
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